Tutti i bambini, tranne uno, crescono.

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. (Epicuro)

Tutti i bambini, tranne uno, crescono.

14 Ottobre 2014 Blog comunicare lutto 0

Articolo di Luisa Mondo, mamma, medico.
CiaoLapo Onlus

Tutti i bambini, tranne uno, crescono.
Così inizia la fiaba di Peter Pan.
Così ti senti se il tuo bambino resta lì sospeso tra una realtà che non immaginavi ed i progetti che avevi per una vita con lui.
Il mio bambino era parte di me e dei miei sogni da che son stata in grado di pensare.
Mi sono sempre immaginata come una mamma.  Magari anche veterinario, esploratore, astronauta, giardiniera, ma certo mamma.
La mia prima gravidanza è stata tanto attesa quanto sorprendente.
Avevo già un meraviglioso figlio di 5 anni,adottato.
Un figlio che mi ha fatto amare ancora di più l’essere madre e, anziché appagarne il desiderio, l’ha accresciuto in modo immenso.
Un mese il ciclo tarda, tarda tanto. Butto un test nel carrello della spesa e lo faccio più per scrupolo che per altro… viaggiavo molto, lavoravo in un ambiente “a rischio” …Le due lineette erano nettissime. Lo sono ancora oggi dopo 14 anni…..
Una gioia grandissima. La comunicazione a nonni commossi, ad amici felici per noi….
Alle eco tutto normale. Nausea in abbondanza.
Camminavo sollevata da terra per la gioia, la sensazione di essere anche io creatore, l’esultanza di chi sta realizzando un sogno.
Però….. il sogno s’è infranto durante l’attesa…..
Una piccolissima perdita, una corsa all’ospedale già immaginando di dovermi scusare per essere troppo ansiosa, per aver fatto perdere del tempo a chi mi avrebbe visitata….Un’eco al volo. E un silenzio assordante.
Il mio compagno pensa che il ginecologo di turno abbia spento l’audio perchè è l’alba, in reparto tutti dormicchiano, forse non vuole disturbare con quel rumore acqueo e potente, quel galoppo forsennato che ci ha accompagnato nei controlli precedenti.
Il viso terreo del medico, il suo passare e ripassare sullo stesso punto, dicevano più di mille parole. Poi la stessa maledetta frase che è toccata a noi genitori speciali: “mi dispiace, ma non c’è battito”.
Ma come? Io ho perso il mio bambino? Ma come perso? Io non ho mai perso nemmeno un ombrello, una sciarpa, un mazzo di chiavi…. figuriamoci se perdo un figlio,come di fa a fare un’affermazione del genere? Come si permettono tutti diguardarmi in questo modo?
Il dopo è una nebulosa …
….il mio compagno che chiama tutti ma non sa dire nulla di preciso a nessuno….
….mia mamma che riesce a trovare la caposala al telefono e a parlarmi (i nostri cellulari erano in “silenzio stampa”)….
….Mariangelala mia meravigliosa amica e ginecologa che arriva e mi dice questa parola lutto che era lì ma nessuno pronunciava….

Poi son tornata a casa con la pancia vuota, una caverna buia…le braccia vuote, nessun bimbo da allattare, nessuna testolina da annusare, accarezzare e baciare. Ho passato mesi e ripercorrere i giorni precedenti domandandomi se avevo corso per le scale, sollevato libri, esagerato a giocare con mio figlio o col cane, se uno dei gatti era stato troppo sulla pancia.
Di colpo, man mano che comunicavo la notizia, tantissime persone hanno iniziato a raccontare di come fosse successo anche a loro, in qualsiasi epoca gestazionale; alla prima, ma anche alla seconda, terza e a volte quarta gravidanza… alcuni con qualche segnale di allarme altri all’improvviso; bambini che erano sani, bambini che erano malati; bambini sepolti ed altri no. Un modo di fantasmi di cui nessuno mi aveva parlato finchè anche io ho varcato quella soglia.
Altri, certo in buona fede, minimizzavano: “non era ancora nato”, “meglio così che non l’avete davvero conosciuto….”, “ne avrete altri” [eh appunto, ALTRI, non lui], ”infondo un figlio l’avete già” [grazie di avermelo detto, non l’avevo mica notato].

Poi davvero di “altri figli” ne sono arrivati, due splendide bambine.
Ma questo bimbo sperduto, nel mio cuore e nella mia testa, ha vissuto e vive ogni sua età. Lo penso ancora, ogni giorno.
Lo penso meglio da quando ho incontrato CiaoLapo: Claudia e Alfredo e tuttii genitori speciali mi hanno aiutata a riconciliarmi con quanto successo, quel battito cardiaco fetale assente e quei movimenti attivi fetali assenti non sono più una gabbia. Affrontare questa realtà assieme a persone coinvolte e competenti è l’unica soluzione.

Tutti i bambini, tranne tanti, crescono.

 

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