That’s amore!

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. (Epicuro)

That’s amore!

5 Gennaio 2015 Blog comunicare counseling 0

articolo di Cristina Fiore

When the moon hits you eye like a big pizza pie
That’s amore
When the world seems to shine like you’ve had too much wine
That’s amore
Bells will ring ting-a-ling-a-ling, ting-a-ling-a-ling
And you’ll sing “Vita bella”
Hearts will play tippy-tippy-tay, tippy-tippy-tay
Like a gay tarantella

 

La visione dell’amore è sempre corredata di una serie di immagini che evocano il trasporto, il non-razionale, la costruzione pseudo-onirica che amplifica le caratteristiche “fantastiche” dell’altro/altra.

Questa visone,  che proietta nell’attesa del Principe Azzurro o di Cenerentola, cozza con vissuti disillusi e generalizzanti di chi ha vissuto esperienze distruttive e allontananti o almeno decisamente ridimensionanti.

Ma come siamo fatti? Perché amiamo? E di chi ci innamoriamo?

Ci fanno star meglio le relazioni positive con gli altri (E. Bersheid, 1985); in assenza di rapporti significativi nutriamo sentimenti di inutilità e sfiducia. Da qui la necessità di cercare una relazione nutriente che risponda ai nostri bisogni.

Gli psicologi sociali definiscono gli antecedenti dell’attrazione, quei fattori che spingono all’innamoramento; si parla dell’effetto della prossimità; di somiglianza (opinioni, stile di vita, interessi ed esperienze) che sia essa reale o percepita e comunque proporzionale all’impegno  che si richiede alla relazione stessa; di attrazione reciproca fisica e psicologica.

Questi stessi fattori predisponenti sono altamente a rischio di interpretazione e percezione alterate.

Se ogni comportamento corrisponde ad un bisogno, lo stesso può divenire motore della ricerca in modo così impositivo da cercare e costruire risposte anche quand’esse non siano reali ma fantasticamente costruite.

Le ricerche circa l’amore e le relazioni interpersonali riguardano soprattutto gli esordi delle stesse e non tanto il loro prosieguo; le relazioni intime lunghe sono più difficili da studiare in modo scientifico e i sentimenti coinvolti non sono misurabili.

Un’accettabile definizione dell’amore deve contenere un concetto dinamico dello stesso e prevedere più di una variabile.

La teoria triangolare di Sternberg (La psicologia dell’amore, Bompiani, 2002) definisce l’amore come risultante di 3 componenti che triangolano fra loro:

  • intimità: confidenza, affinità
  • passione: attrazione, desiderio
  • volontà:
    • decisione: scelta di stare con qualcuno
    • impegno: scelta di continuare nel tempo la relazione

Le combinazioni di questi aspetti definiscono 7 forme di amore, di cui solo una rappresenta l’amore completo, in cui le 3 parti sono presenti; non certo un traguardo statico ma una dimensione perfettibile e da mantenere in vita.

Ma… l’amore non si sceglie.

Nel mito di Apollo e Dafne, la fanciulla, pur di sfuggire alle brame del non desiderato dio, si fa trasformare dal padre in una pianta di alloro; ma, anche in questa sua tragica trasformazione, Apollo la bacia, fino all’ultimo istante a lei concesso prima di mutare in pianta.

Anche Apollo è vittima; il suo sentimento, imposto da una freccia di Cupido che voleva punirlo per la sua presunzione, è qualcosa di non scelto, di subito, dal quale non può fuggire.

La freccia, un elemento esterno, super partes, scatena sentimenti così forti da offuscare la mente, anche quella di Apollo, dio di tutte le arti, della musica e della profezia.

Chi prova amore, di fronte ad un rifiuto o ad un allontanamento, si sente distrutto, demotivato, a volte preso in giro.

E’ proprio in questa crisi che esiste la scelta; è la crisi come opportunità quella che porta al cambiamento; è un tempo dal valore buono, è Kairos.

Kairos, il tempo opportuno (legato all’esperienza sacra), fratello di Kronos il tempo cronologico (legato all’esperienza profana).

Kronos è il serpente che si morde la coda, un tempo ciclico, pericolosamente velenoso se vissuto in una compulsiva ripetizione, paralizzante qualora fissi in una passiva contemplazione del passato.

Kairos è un giovane con le ali ai piedi, calvo, con un solo ciuffo di capelli sulla fronte, corre velocissimo e lo si può fermare afferrandolo per il ciuffo, di fronte, chi si trova alle sue spalle non troverà appigli. Il cambiamento va visto e colto, al momento giusto…

Il tempo è anche Aion, che unisce a sè ogni momento.

Ogni scelta, occasione, sentimento è parte di un tempo di vita; sta a noi renderlo critico, ascrivibile ad un personale senso, liberandoci e liberando. Godendo di noi.

that’s amore!

Grazie al Dott.  F. Bracco per gli spunti offerti durante il seminario di aggiornamento professionale IACP “Counselling alla Coppia”

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Enter Captcha Here : *

Reload Image

Questo sito utilizza cookie di terze parti per migliorare servizi ed esperienza dei visitatori. Acconsenti all'uso dei cookie cliccando su "Accetto" nel banner. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi