L’unico immortale: l’amore

Sento tutto il dolore. E l’attimo di pace che precede una nuova onda. Come una contrazione in travaglio. Lo prendo tutto quel male, tutto in me; so che non mi appartiene. Mi sfiora. Ed è devastante nella sua carezza.
Nella dinamica della relazione con l’altro, il risultato del mettere in atto la competenza d’aiuto la colgo nel movimento.
I passi percorsi pian piano, stentati, appresi da poco, mossi incerti in un terreno che si teme cattivo; leggo la fatica e la volontà.


14 Luglio 2014 0