…quella tristezza dopo il parto

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. (Epicuro)

…quella tristezza dopo il parto

10 Luglio 2014 Blog psicologia 0

Articolo di Noemi Passalacqua

 

“…erano tanti anni che desideravo avere un bambino, era il mio più grande desiderio eppure, dopo che è nato, mi sono sentita molto triste, sola, l’ho odiato”. A quante mamme è successo di provare queste emozioni? Ne avete mai conosciuta qualcuna?…

Questa è una situazione frequentissima dopo la nascita di un figlio, più frequente di quanto si possa pensare eppure, nonostante ciò, le mamme faticano sempre a parlarne, perché? Nella nostra società la nascita ha un valore molto alto, è vista come una delle esperienze più belle ed importanti della vita di una donna (e sicuramente è così) e come tale non può e “non deve” essere connotata da emozioni negative, solo fiocchetti rosa/azzurri e i propri piccoli da portare i giro. La nascita è talmente un avvenimento speciale che la donna che diventa mamma “deve essere” preparata e perfetta per questo compito e forse è così che ogni donna, diventata mamma, si immaginava sarebbe stata, preparata.

Ed invece nasce lui, un piccolo bimbo che ha dovuto aspettare magari 12 ore di travaglio per venire al mondo, che oggi piange tutto il giorno, che quando lo si allatta i capezzoli fanno talmente male che non si vede l’ora di staccarlo, che la notte si sveglia 5 o 6 volte e quando si incontrano amici e parenti si ricevono consigli inutili per la mamma e il proprio bambino, ma che aumentano la confusione. E così arriva un momento che la mamma, guardandosi allo specchio stanca e sconsolata si chiede dove stia sbagliando e come facciano le altre mamme ad essere così organizzate. Tutto ai suoi occhi sembra sbagliato, insopportabile, anche il bambino diventa insopportabile ed è lì che inizia a chiudersi in solitudine, in quella delicata tristezza di una neo-mamma… Tutto questo è normale. La stanchezza, la spossatezza, il senso di incapacità e anche spesso il senso di insopportazione del proprio bambino, sono sensazioni che fanno parte di un lavoro nuovo, quello di genitore, che non si conosceva prima e che lo si può conoscere solo facendolo. Nessuno di noi prima di avere il proprio figlio sapeva realmente a cosa andava incontro, certo se lo poteva immaginare, poteva fantasticare su come e cosa avrebbe fatto, ma nessuna aveva la certezza di come sarebbe andata e sarebbe stato veramente. La nascita del bambino realizza tutte le fantasie. Il bimbo ora c’è e tu ora sei la sua mamma o il suo papà. Le sensazioni “non comuni” all’idea romantica della nascita, ma che le donne provano, non fanno di quelle donne delle cattive mamme. Ogni mamma merita rispetto per la sua stanchezza, perché non esistono eroine, ma semplici donne diventate mamme che con il loro amore e con la loro costante dedizione crescono i loro bambini.
Cosa possono fare le persone vicino a queste neo-mamme? Non imporre consigli che arrivano alla neo-mamma come leggi e poi, perché no, una cosa davvero utile è rimboccarsi le maniche e lavare piatti, pavimenti, fare il bucato, stendere, stirare, preparare da mangiare e fare tutto quello che in una casa è necessario

 

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