Insegnanti Efficaci. Da persona a persona?

Il 30 marzo 2016 è partito il percorso di Formazione Gordon Insegnanti Efficaci (TET) presso l’Istituto Comprensivo n 7 de La Spezia; due gruppi di insegnanti per un totale di 35 iscritti. Il percorso è condotto da Cristina Fiore e Caterina Griffo, formatrici Gordon IACP.

All’inizio del primo modulo viene proposto un gioco:

 Immagina di dover stare un lungo periodo
su un’isola deserta da solo.
Puoi portare con te tre soli oggetti.
Quali scegli?
Perché?

Un’attivazione semplice, volta alla creazione del gruppo, per rompere il ghiaccio.

Alla fine del modulo 1 viene proposto agli insegnanti che lo desiderano di riprodurre lo stesso gioco con gli studenti in aula e di riportare, la settimana successiva, le impressioni in merito a questo lavoro.

Mi sembra utile riportare per intero lo scritto del Dott. Pietro Cioffi 1 , docente presso la scuola secondaria di primo grado U. Formentini di La Spezia (Istituto comprensivo n 7) ringraziandolo per la delicatezza e il nutrimento di questo suo scritto.

 Il gioco dell’isola deserta in classe: partecipazione e risultati
Pietro Cioffi

Durante il corso “Insegnanti efficaci”, grazie ai nostri formatori, abbiamo scoperto il gioco dell’isola deserta: si tratta di unirsi in piccoli gruppi, ogni membro scrive o pensa a tre cose che vorrebbe portare su un’isola deserta, e alla fine si confrontano le proprie scelte con gli altri partecipanti.
È stato un gioco molto stimolante ed efficace nella sua semplicità.
Ho seguito il consiglio dei nostri formatori, e ho avuto l’occasione di proporlo in classe (insegno in una scuola media).
Lasciando i ragazzi liberi di scegliere se fare o meno questo gioco, due classi su quattro (una I e una III) hanno accettato.
Il tempo medio impiegato è stato di circa 15 minuti per scegliere le tre cose, seguito da un confronto durato circa 20/25 minuti.
La seconda parte dipende dalla loquacità dei partecipanti, ma se si hanno i minuti contati, è preferibile cronometrare i due momenti per non sforare.
La tecnologia (smartphone, pc, tablet) ha avuto un ruolo piuttosto importante in queste scelte, lasciando anche spazio alla fantasia (un produttore infinito di energia elettrica; un generatore eterno di rete internet).
Non sono mancate altre scelte come cibo, canna da pesca, acqua, Justin Bieber, vestiti, accendini, pietra focaia…
Salta fuori chef Ramsey. Chiedo il motivo di questa decisione e la risposta è stata:
-Così prepara lui da mangiare e io mi rilasso.
Non mi sono sentito più un docente, ma una persona con altre persone, e il rapporto professore-alunni non è mai stato alterato da comportamenti inopportuni.
È stato un momento di aggregazione per me molto importante.
I ragazzi mi chiedono: perché questo gioco?

Non ero preparato a questa domanda e scelgo di improvvisare.

-Avrete notato che ognuno di noi ha scelto le cose più disparate. C’è chi ha dato priorità ai beni di prima necessità come il cibo, l’acqua, accendini, vestiti. Altri hanno preferito mezzi di intrattenimento o divertimento come smartphone, tablet, videogiochi e annessi generatori eterni di energia e connessione internet.
In questo gioco non ci sono vincitori, ma solo partecipanti, ed è uscito fuori che ognuno di voi ha una propria concezione delle cose importanti o necessarie, cose di cui crediamo di non poter fare a meno.
Come chef Ramsey.
Ogni scelta fatta è legittima, nessuno può dire che è giusta o sbagliata, ma solo personale.
Ogni scelta ci porta a intraprendere un determinato percorso.
Troveremo degli ostacoli lungo la strada, e saremo noi a decidere cosa fare, se rimuovere l’ostacolo affrontandolo, facendo una piccola o grande deviazione.
Questo percorso, e le sue deviazioni, possiamo regolarlo solo noi.

La prima cosa che ho pensato prima di proporre questo gioco è che non sarebbe stato accettato, magari perché semplice, naturale, diverso dai giochi tecnologici a cui molti sono abituati.
Ma forse è stata proprio la sua semplicità a far sì che venisse accettato e condiviso.
Mi ha incoraggiato a scoprire altri giochi simili.
Sono sempre più convinto che momenti ludici come questi possono dar vita ad altrettanti momenti didattici, “alleggeriti” da classiche lezioni frontali che possono annoiare l’alunno, qualunque sia la materia, dalla musica alla matematica, e sociali, fornendo a tutta la classe, insegnanti compresi, un’utilissima proiezione di quelle che sono le relazioni e conflitti che possiamo trovare all’interno di una scuola e di cui spesso e volentieri non siamo a conoscenza o che non vogliamo affrontare perché questo apporccio “toglierebbe troppo tempo alle lezioni”.
Se cambiano le generazioni, cambiamo anche noi.

  1. Classe 1989, nato a Caserta, inizia gli studi di pianoforte con il M° Antonella Cristiano e Angelo Abate. Si diploma nel 2014 in pianoforte classico sotto la guida del M°Orsola D’ Urso presso il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento. Da sempre affianca gli studi classici alla musica moderna e partecipa a numerosi master class e seminari. E’ stato coordinatore e musicista accompagnatore del progetto “Insieme si che si può”, con la partecipazione di ragazzi diversamente abili e non. Ha collaborato con il Centro di salute mentale di Santa Maria Capua Vetere (CE) in occasione di una serie di manifestazioni musicali che hanno visto la partecipazione sia di musicisti che di pazienti del centro.
    Ha collaborato in vari progetti che lo hanno portato ad esibirsi in varie piazze e club in tutta Italia.
    Attualmente è docente di pianoforte presso la Scuola Secondaria di Primo Grado  “U. Formentini” di La Spezia.

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