Come sono brutta!

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. (Epicuro)

Come sono brutta!

25 Luglio 2015 Blog counseling 0

 

La Beauté

Je suis belle, ô mortels! comme un rêve de pierre,
Et mon sein, où chacun s’est meurtri tour à tour,
Est fait pour inspirer au poète un amour
Eternel et muet ainsi que la matière.

Je trône dans l’azur comme un sphinx incompris;
J’unis un coeur de neige à la blancheur des cygnes;
Je hais le mouvement qui déplace les lignes,
Et jamais je ne pleure et jamais je ne ris.

Les poètes, devant mes grandes attitudes,
Que j’ai l’air d’emprunter aux plus fiers monuments,
Consumeront leurs jours en d’austères études;

Car j’ai, pour fasciner ces dociles amants,
De purs miroirs qui font toutes choses plus belles:
Mes yeux, mes larges yeux aux clartés éternelles!

— Charles Baudelaire

Sentirsi più brutti o comunque meno desiderabili fa sempre un po’ male. Nell’attuale gara di bellezza, dettata dai media e dal comune gusto estetico, è difficile spuntarla. Io, ad esempio, ne esco sempre piuttosto perdente.

La ferita che dà un corpo un po’ troppo curvy  e non più così tonico si lega alla risposta distonica rispetto a canoni di elegante estetica che, di fatto, mi piacerebbe mi appartenessero ancora, come mi appartennero in passato.

Lasciando per un attimo da parte la canonica discussione circa la salute (che sposo e alla quale cercherò di attenermi per stare meglio),  provo a stare con le difficoltà a raggiungere quella dimensione mentale che sottende l’appropriarsi di una forma fisica; intanto nell’essere esiste un “apparire” inutile a negarsi, c’è! Perdoniamoci i peccati di vanità!

Credo che ognuno abbia desiderio di abitare un corpo rispondente a criteri di apprezzamento e di sensualità, di voglia di essere belli e gradevoli. Ma… e qui c’è il ma, non tutti, io per prima, riusciamo ad accedere a quelle spinte mentali corrette che dovrebbero portarci, in assenza di patologie psichiche o fisiche, al “corpore sano” di latina memoria.

E questo fa male!  Soprattutto per gli esteti, per gli amanti del bello e dell’eleganza, questo corpo molle e tondo, infastidisce. Ed impedisce! Impedisce la spedita camminata in mezzo alla gente, impedisce il lasciarsi andare ad abbronzature tranquille, impedisce una buona sessualità, impedisce il ritrovarsi allegri padroni di sé.

Ma come si può amarsi di più? Come si arriva alla via per piacersi ed accettarsi, senza che la nostra percezione di un corpo non rispondente ai requisiti che vorremmo? Davvero la nostra felicità si pesa in kg?

“…se non arriviamo a scoprire che non è il corpo o il peso a condizionare la qualità della nostra vita ma che è il piacere che ci autorizziamo a ricercare nella vita che tiene sotto controllo il nostro peso, siamo come i pinguini della foto: vittime inermi di una pressione sociale negativa e fuorviante che ci fa sentire non abbastanza.
Siamo tanti ma siamo soli. In mezzo ad un mare di ipocrisie in cui l’illusione è che essere magri equivale ad essere felici.” dice Ilaria nel suo splendido blog “Morbida come burro” del quale vi invito a sfogliare le pagine.

Si tratta quindi di lavorare su un cambiamento di prospettive, sul pensare a noi come attivamente capaci di amarci, e quindi di condurci verso il nostro “giardino incantato” del tutto interiore.

Un approccio facilitante e centrato sulla persona dovrebbe poterci condurre verso il piacere che ci autorizziamo a ricercare.

Io ci sto provando… Vi farò sapere!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Enter Captcha Here : *

Reload Image

Questo sito utilizza cookie di terze parti per migliorare servizi ed esperienza dei visitatori. Acconsenti all'uso dei cookie cliccando su "Accetto" nel banner. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi