La perdita e il vuoto

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. (Epicuro)

La perdita e il vuoto

14 Luglio 2014 Blog counseling lutto 0

articolo di Cristina Fiore

La prima volta che ho avuto a che fare con il vuoto ero bambina e trascorrevo un po’ di giorni presso la casa di campagna dei miei nonni; era una cascina circondata dalle molli colline del Monferrato e c’erano delle discese di tufo.

Mi ricordo un odore di timo ed erbe e una scivolata lungo quella parete fragile, il senso del vuoto sotto di me, le mani che non sapevano aggrapparsi e un posto bello che diventava ostile. Non successe nulla, il pendio era breve e sono agilmente risalita lungo la china; ma il cuore batteva forte e avevo bisogno di tornare a casa. Arrivata, non raccontai nulla, era grande la paura di essere sgridata per essermi messa in una situazione pericolosa, avevo una sensazione di vergogna.

Quel che è rimasto dentro è la paura di non saper gestire quel vuoto.

Il vuoto non ha peso e non ha misura, ma è grave, come un macigno, ed è enorme.

Che cosa posso mettere dentro quel vuoto? Come lo vesto?

Cosa me ne faccio di un vuoto che non ho voluto, né richiesto?

Come lo sollevo dal mio petto?

Vorrei togliere questa sensazione dal cuore, voglio togliere il vuoto e mantenere il ricordo; ma pare che tutto si deformi e che le memorie affollino solo gli attimi bui, come quando si scivola sulle pareti di tufo e tutto cambia aspetto.

La parola chiave è consapevolezza, condizione del sapere, composta da questo verbo e dalla preposizione con. Quando qualcosa si fonde con il profondo del mio essere fino ad essere parte di me integrata ed integrante.

Sapere di quel vuoto, conoscerlo; scivolare fino in fondo sulla parete di tufo e riempirsene i sensi per riempirsi di ricordo e dare un senso e un peso a ciò che pareva non averne.

Non è infatti il vuoto con il quale si integra la perdita, questa si elabora se si sta con il pieno che lascia; consapevoli dell’importanza di un passaggio.

Il pieno dei significati, dei ricordi, delle proposte e di noi stessi.

Ci sono legami di seta… che ti aspettano su incroci del destino che mai avresti immaginato.

Il Ricordo unisce ciò che la vita separa.

E ti sembra una strana, inaspettata, piacevole connessione notturna,
come una carezza, senza tempo.

Anton Vanligt, Pensieri avvolti da un filo rosso

 

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