Una candela in cambio di un pensiero

 articolo di Cristina Fiore

Davvero difficile!

Si.
Offrire una candela in cambio di un pensiero.
Difficile.
Vedere sguardi attoniti, giudicanti, spaventati, allontanati, allontananti.

Signora vuole accendere una candela per i bimbi che sono passati velocemente su questa terra?
Oh no! Mi impressiono.

E le mamme hanno gli occhi feriti. Arrabbiati. Delusi.
Hanno occhi soli e cercano sguardi come i loro, gonfi di amore, di dolore.

Tante stelline appese ad un cielo azzurro di carta e farfalle sui palloncini.
Un cuore di luce in terra, qualcuno lo calpesta, non si gira neppure. Ha fretta.
Una fretta tale da non chiedere scusa.

Ma in tutto questo qualcuno si ferma e racconta. Di sè. Dell’amica.
Si incuriosisce, ascolta.

Poi una mamma, che viene dalla Calabria ma ha perso il suo bimbo a maggio, ha visto i palloncini e ha capito. E’ un segno, dice.

Un pomeriggio di sorrisi per approcciare, un sacco di mamme e di fratellini.
Un pomeriggio di palloncini e candele.

Un pomeriggio di divieti, non si accendono candele, non si possono liberare i palloncini.
E allora le mamme si spostano tenendo per mano i bambini in terra e nel cuore gli altri e trovano un posto per farli volare.
Si trova sempre un posto per un figlio.

Ore di volontà di esserci.
Ore di amore.

Oh che difficile offrire una candela in cambio di un pensiero!

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