Tag Archives: lutto

Adesso che non sei più qui

L’associazione “Bene con Sé Bene Insieme” si prefigge di accompagnare la persona e la sua famiglia nel tempo dell’arco della vita, dalla prenatalità alla morte.

Il progetto “Adesso che non sei più qui“, promosso da alcuni professionisti dello staff del Centro Studi, propone due tipi di servizio fruibili entrambi o singolarmente:

  1. GAMA (Gruppo Auto Mutuo Aiuto) facilitato gratuito per i soci
  2. A TU PER TU. Colloqui con i singoli professionisti secondo la tecnica della narrazione guidata

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Il dolore, il lutto e la solitudine

Io ho provato questa solitudine, forse anche per scelta, perché la solitudine che deriva dalla percezione di noi stessi come diversi, diventa una strategia per proteggerci da altro dolore, dalla paura del giudizio altrui. E quando soffri per una perdita ti senti diverso e pensi che nessuno possa capire il tuo dolore.
Mentre ascoltavo le esperienze di mamme giovani e fresche di lutto, o di altre con ferite più antiche, che lamentano e chiedono con ostinazione, fino quasi a pretendere, la comprensione del loro dolore da parte degli altri, mi sono chiesta: non sarà che si sentono sole perché loro per prime non accettano il loro dolore?

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Fiore Cristina

Responsabile Area PsicoPedagogica del Centro Studi “Bene con Sé Bene Insieme“
Formatore AIF N. 835, Professional Advanced Counselor,
Formatore Gordon, Prenatal Tutor
N. A0311 AssoCounseling
Certificato di Competenza Professionale in Counseling (CCPC)  N. REG-A0311-2010
N. 3031 CNCP

Contatto:

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La perdita e il vuoto

La prima volta che ho avuto a che fare con il vuoto ero bambina e trascorrevo un po’ di giorni presso la casa di campagna dei miei nonni; era una cascina circondata dalle molli colline del Monferrato e c’erano delle discese di tufo.

Mi ricordo un odore di timo ed erbe e una scivolata lungo quella parete fragile, il senso del vuoto sotto di me, le mani che non sapevano aggrapparsi e un posto bello che diventava ostile. Non successe nulla, il pendio era breve e sono agilmente risalita lungo la china; ma il cuore batteva forte e avevo bisogno di tornare a casa. Arrivata, non raccontai nulla, era grande la paura di essere sgridata per essermi messa in una situazione pericolosa, avevo una sensazione di vergogna.

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L’unico immortale: l’amore

Le mani nelle mani e gli occhi che cercano risposte. La cronaca dell’accaduto. Fredda. Un fremito e un singhiozzo.
Lui la guarda, commosso, le poggia la mano sulla schiena, quasi imbarazzato al contatto. Ha gli occhi lucidi ma trattiene le lacrime.
Sposta l’attenzione sulle cause.
Perché? Ma succede a tanti? Ma si poteva fare qualcosa?
C. invece non dice. Osserva. Si accarezza il ventre, un gesto mantenuto. Annuisce col capo, un gesto lento.
B. parla parla parla. Riempie di suoni il suo vuoto, ci prova. Poi d’un tratto interrompe e sospira. Inclina un poco il capo e poggia la mano sulla guancia, come a sorreggere il viso.
Cerco di mantenere un’apertura, costante, attenta e ho capito che non devo tentare di dare ordine logico.
Come quando mio padre mi spiegava che l’onda grande del mare va risalita e poi ridiscesa. Senza opporsi.

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Prendersi cura… con cura

Questo era il titolo del mio intervento, in occasione del “Babyloss Awareness Day” ed è da qui che sono partita. Prendermi cura… in fondo questo è quello che faccio per lavoro e a tutti dedico “cura” in questo, ma quello che mi è stato chiesto, quando ho iniziato a collaborare con CiaoLapo, era qualcosa in più, era la cura che non poteva prescindere dalla conoscenza

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