L’ascolto efficace e il rischio di intervento di facilitazione

E’ bastato un input dell’amica Claudia Ravaldi[1] per farmi riflettere circa la tentazione, mi si passi il termine, di accelerare il processo in atto in una relazione d’aiuto. Quando mi trovo di fronte al dolore, alla sofferenza indicibile di un lutto relativo alla morte di un bambino ma anche rapportandomi ad altri vissuti di perdita e di fronte allo smarrimento che leggo più volte negli occhi di chi mi si rivolge in cerca di un aiuto, nasce imperioso il desiderio di intervenire per accellerare quel tempo così gravoso, nell’ottica di portare un sollievo più veloce in termini di tempo al cliente che mi si rivolge.


14 Luglio 2014 0