Osteopatia e terza età

Articolo di Francesco Gualerzi

I benefici del trattamento manuale osteopatico ad ogni età sono dimostrati da una nutrita letteratura scientifica: è sufficiente andare sul sito PubMed per trovare una buona fonte di studi a riguardo. Negli ultimi anni soprattutto negli Stati Uniti, patria natale dell’osteopatia, si evidenzia a livello scientifico la possibilità, se non la necessità di applicare le terapie osteopatiche sempre di più in ambito geriatrico.

Senza tediare il lettore con i dati statistici sulla demografia dell’invecchiamento, ormai comuni a tutti i paesi occidentali, compresa l’Italia, mi piace qui brevemente sottolineare come il progressivo e massivo invecchiamento della popolazione implichi la necessità di anticipare i bisogni medico assistenziali degli anziani. Tale impostazione è ben presente in medicina e in diversi studi a riguardo, dove si evidenzia il beneficio di affrontare il paziente geriatrico con la prevenzione, il miglioramento dello stile di vita e con una propensione verso una vita attiva (dal punto di vista sia fisico, sia mentale). La prevenzione, filosofia preziosa ad ogni età, diventa in maniera sempre maggiore il pilastro portante dell’approccio medico al soggetto anziano, tanto che accanto alle classiche Geriatria e Gerontologia si parla (dagli anni Settanta) di Geragogia, ossia di quella branca della medicina che si occupa di promuovere una vecchiaia vitale e attiva.

Gli osteopati appartengono ad una categoria professionale che in tal senso può dare un importante aiuto all’approccio geriatrico interpretato come sopra. L’osteopata da sempre si occupa di prevenzione, il concetto stesso di disfunzione somatica (ovvero l’oggetto della cura osteopatica) implica la presenza para-fisiologica di una alterazione di funzione, sia essa osteo-articolare, viscerale o craniale. In breve, la quintessenza della prevenzione: ciò che nell’anatomia corporea soffre di funzione alterata si manifesta prima come disfunzione somatica(trattata osteopaticamente) e, se viene trascurato il problema, successivamente come patologia, ad esempio infiammatoria. A questo proposito, il tipico stato pro-infiammatorio presente nell’anziano, appare logico possa essere trattato con beneficio per il paziente anche dal punto di vista osteopatico.

Andando quindi oltre le premesse , sempre più osteopati offrono il loro operato alla popolazione anziana, con ottimi risultati anche in termini di gradimento dei soggetti. La mia esperienza personale di libero professionista in questo settore è davvero gratificante: dal punto di vista umano posso senza dubbio affermare che lavorare con l’anziano è un’esperienza umana molto arricchente. Si ha a che fare con persone “d’altri tempi”, per le quali molto spesso la gentilezza, l’empatia, la sincerità sono aspetti percepibili fin dalle prime sedute. Tutto ciò contribuisce a facilitare molto una rapida creazione di quell’alleanza terapeutica che è parte fondamentale del percorso di trattamento.

Lo scopo ultimo di quanto sopra è semplice e del tutto integrabile con i moderni approcci medico-geriatrici. Le impostazioni scientifiche a riguardo infatti identificano sostanzialmente tre tipologie di invecchiamento:

1) invecchiamento patologico – caratterizzato dalla presenza di malattie e disabilità

2) invecchiamento fisiologico – dove non è presente una patologia evidente, ma esiste un declino funzionale

3) invecchiamento di successo – con poca o nessuna perdita di fisiologia e assenza di patologia

I fattori di un invecchiamento di successo sarebbero riconducibili al mantenimento dei corretti meccanismi compensatori di ripristino funzionale (indotti dall’esercizio fisico e dalla corretta nutrizione) e da interventi terapeutici (tra i quali l’osteopatia) per il supporto di attività deficitarie.

Per tutte le persone (non uso volutamente il termine “pazienti”) per le quali l’invecchiamento è interpretato non come un declino ineluttabile, ma come una nuova filosofia di vita, l’osteopata è sempre un valido alleato.

Bibliografia:

  • Antonini M, Fumagalli C, Trattato di Gerontologia e Geriatria – Vol. IWassermann, Milano, 1973.
  • Bosello O, Zamboni M, Manuale di Gerontologia e Geriatria, Piccin, Padova, 2011.
  • Cavalieri TA, Management of Pain in Geriatric Patients, JAOA, 2007.
  • ECOP (Educational Council on Osteopathic Principles), Glossary of Osteopathic Terminology, AACOM, Chevy Chase MD, 2009.
  • Edvardsson JD et al, Meanings of giving touch in the care of older patients: becoming a valuable person and professional, J Clin Nurs, 2003.
  • ISTAT, Struttura demografica della popolazione – 15° Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni 2011, GU Serie Generale n.294 del 18-12-2012 – Suppl. Ordinario n. 209, 2012.
  • Gugliucci MR, Giovanis AT, Osteopathic Medicine and the Silver Tsunami: Preparing Tomorrow’s First Responders for the Elder Boom, JAOA, 2009.
  • Rowe JW, Kahn RL, Successful aging, Aging, 1998.
  • Shannon SC, A Rising Tide of Older Patients: Preparing Future DOs, J

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