La disfunzione somatica

articolo di Francesco Gualerzi

Domanda frequente tra i pazienti: che cosa “cura” l’osteopata, visto che non cura le malattie?

La risposta del professionista credo debba essere semplice durante il colloquio, per evitare di confondere la persona o, ancora peggio, di metterla in soggezione con termini tecnici. Una riposta breve potrebbe essere che l’osteopata si occupa di ricercare, diagnosticare e normalizzare la cosiddetta disfunzione somatica, che alcuni pazienti chiamano disfunzione osteopatica, termine sicuramente non molto consono e preciso, ma che a volte nell’ uso colloquiale tra paziente e professionista viene utilizzato, per distinguerla (sempre in termini semplici) dalla patologia medica.

Per questo motivo voglio scrivere due righe molto riassuntive e al di fuori del contesto terapeutico della seduta, per far meglio comprendere ai fruitori dell’osteopatia l’esatta nomenclatura, la quale ci distingue da chi cura le disfunzioni di tipo medico, comunemente conosciute come patologie.

La disfunzione somatica indica una funzione deteriorata o alterata delle componenti del sistema corporeo, ossia lo scheletro e le articolazioni, le strutture muscolari e fasciali, i vasi sanguigni, linfatici e il sistema neurale. Tali disfunzioni vengono trattate (normalizzate) dall’osteopata utilizzando tecniche di manipolazione: strutturali, fasciali, viscerali e craniali. A queste alcuni osteopati aggiungono anche le tecniche di correzione di tipo biodinamico (meglio definite tra gli addetti ai lavori con la frase “movimento presente e quiete”), che necessitano di una specializzazione ulteriore da parte del professionista.
La valutazione (diagnosi) osteopatica della disfunzione somatica avviene attraverso una sequenza di gesti e tecniche (di osservazione, palpazione, ascolto) riassunta nell’acronimo inglese TART:

Tenderness: dolore, indolenzimento o alterata sensibilità del segmento corporeo interessato
Asymmetry: asimmetria nella posizione di una struttura corporea rispetto alla controlaterale o rispetto ad un asse
Restriction: limitazione del movimento del segmento corporeo interessato
Tissue: anomalie nella struttura del tessuto

La “cura” che applica l’osteopata nei confronti di tale disfunzione somatica è una delle tecniche di manipolazione sopra elencate: una normalizzazione, ovvero l’utilizzo terapeutico dei normali meccanismi di anatomia, fisiologia e biomeccanica del corpo per stimolarlo a ritornare spontaneamente verso l’omeostasi. Tale stato di equilibrio e salute è infatti ciò che identifica una condizione “normale” nel corpo: un equilibrio dinamico che ci assicura la costanza delle condizioni corporee interne, al variare degli stimoli esterni.

Bibliografia:
ECOP, Glossary of Osteopathic Terminology, AACOM, 2011.

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