Il bambino con mutismo selettivo

articolo di Chiara Mancuso

Il mutismo selettivo è una patologia alquanto sconosciuta ed apparentemente rara. Può essere definita come la condizione di chi, pur essendo in grado di parlare e pur facendolo in determinate situazioni o con determinate persone,persiste nel non parlare in altre situazioni o con particolari persone.

Non si tratta di una disfunzione organica in quanto il soggetto dimostra di comprendere la lingua parlata e di poter a sua volta parlare. I bambini sono spesso timidi in presenza di estranei, si nascondono dietro la gonna della mamma e non rispondono alle domande rivolte loro. Nei primi giorni di scuola è normale che siano taciturni, ma poi prendono confidenza con i compagni e gli insegnanti e cominciano a parlare. Il bambino selettivamente muto, invece, persiste nel non parlare con essi per mesi o anni interi. Generalmente non riprende a parlare spontaneamente e c’è bisogno di interventi psicoterapeutici per sollecitare la sua parola. C’è grande eterogeneità tra i bambini che presentano mutismo selettivo, ma la maggioranza di essi parla a casa o con alcuni familiari e non parla in altri contesti sociali (come, per esempio, a scuola) o con persone esterne alla famiglia.

Io sono un bambino con Mutismo Selettivo. Ecco, il perché.

C’è una tale varietà nel comportamento associato al mutismo selettivo che risulta difficile delinearne delle caratteristiche comuni. Tuttavia vi sono degli elementi che si riscontrano frequentemente nello studio dei casi ed è opportuno evidenziarli.

 

  • Il bambino selettivamente muto generalmente parla a casa con i suoi genitori, o almeno con uno dei genitori, ma non parla fuori casa se non in rare occasioni (per esempio con alcuni coetanei se è sicuro di non essere udito da adulti).
  • E’ un bambino che nonostante appaia timido e chiuso, dimostra determinazione e caparbietà. Anche se non parla, solitamente non si isola dal contesto sociale in cui si trova, ma partecipa facendo cenno col capo, muovendo le spalle, indicando col dito, gesticolando, scrivendo.
  • I bambini che rifiutano di parlare si servono di strategie non-verbali, quali la mimica, la gestualità, i movimenti corporei, il segno grafico o la parola scritta, per comunicare i loro bisogni ed ottenere quel che desiderano. Si rendono conto che la loro comunicazione non-verbale è efficace e questo può, forse, far sì che non sentano nemmeno il bisogno di parlare.
  • Di frequente presentano problemi di enuresi ed encopressia. Naturalmente il fatto di non parlare rende difficile avvisare del bisogno di recarsi in bagno, ma può essere che il problema sia legato ad un’immaturità di fondo del bambino, alla sua incapacità di integrarsi socialmente o al suo inconscio desiderio di restare piccolo e di avere persone che si prendano cura di lui.
  • Il bambino selettivamente muto, nella maggioranza dei casi, non manifesta particolari difficoltà di apprendimento e gli studi in cui è stato calcolato il quoziente d’intelligenza dimostrano che ha un’intelligenza media. Al tempo stesso, però, è facile che abbia maggiori difficoltà linguistiche rispetto ad un bambino che parla normalmente.

 

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3 comments on “Il bambino con mutismo selettivo”

  1. Rosa Maria Rispondi

    L’AIMuSe – Associazione Italiana Mutismo Selettivo – ha organizzato per il prossimo 7 marzo a Torino, presso la fabbrica delle E corso Trapani, 91/B un convegno gratuito dedicato al Mutismo Selettivo.
    Per informazioni e iscrizioni: e-mail: info.piemonte@aimuse.it oppure telefono: 3207741330.
    Di seguito riportiamo il programma:
    8.45 Accoglienza e registrazione dei partecipanti
    9.15 Apertura dei lavori – Giacomo Matteini, Presidente AIMuSe
    9.30 Mutismo Selettivo. Criteri diagnostici e interventi terapeutici come integrazione tra bambino, famiglia e scuola – Claudia Gorla, psicologa, psicoterapeuta sistemico relazionale e Federica Trivelli, psicologa, psicoterapeuta cognitivista dell’infanzia e dell’adolescenza
    10.00 Il Mutismo Selettivo nel contesto scolastico: valutare le relazioni tra pari e con l’insegnante – Claudio Longobardi, docente di Psicologia dello sviluppo tipico e atipico e Psicopatologia dello sviluppo, Dipartimento di Psicologia, Università di Torino
    10.20 La nuova frontiera dei Bisogni Educativi Speciali: perché parlare di Mutismo Selettivo? – Felice Corona, professore associato Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Salerno
    10.40 Includere il silenzio: idee pratiche per aiutare i bambini con Mutismo Selettivo o con timidezza estrema – Micheal Jones, Education Advisor, educatore esperto in Mutismo Selettivo
    Pausa caffè
    11.30 L’esperienza racconta: gestire l’ansia a scuola – Lidia Casale, insegnante IC Pino Torinese e psicologa
    11.50 “Mi presti la tua voce?” Prima nazionale del videodocumentario sul Mutismo Selettivo – Miranda Martino, redattrice Nichelino.tv
    12.15 Conclusioni e chiusura dei lavori
    Moderano:
    Loredana Pilati – Consigliere Nazionale AIMuSe
    Rosa Maria Aloia – psicologa e psicoterapeuta

  2. Chiara Rispondi

    Grazie per la segnalazione! Presente la sottoscritta, Dott.ssa Chiara Mancuso, come professionista nel campo. Sto inziando a sensibilizzare la Liguria in merito!

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