Category Archives: prenatalità

Un mito, un bimbo, il ricordo.

 

articolo di Cristina Fiore

Secondo il mito, nel corso di una battuta di caccia, Atteone provocò l’ira di Artemide, quando la sorprese mentre faceva il bagno insieme alle sue compagne all’ombra della selva Gargafia. Il caldo estivo, infatti, la indusse a riporre le vesti e a rinfrescarsi interrompendo la caccia. La dea, per impedire al cacciatore di proferir parola intorno a quello che aveva visto, trasformò il giovane in un cervo spruzzandogli dell’acqua sul viso. Atteone si accorse della sua trasformazione solo quando scappando giunse a una fonte, dove poté specchiarsi nell’acqua. Intanto il cacciatore venne raggiunto dalla muta dei suoi 50 cani, resi furiosi da Artemide, che, non riconoscendolo, sbranarono il loro vecchio padrone. I cani, una volta divorato Atteone, si misero alla ricerca del loro padrone per tutta la foresta, riempiendola di dolorosi lamenti. Più tardi giunsero nella caverna di Chirone il quale donò loro un’immagine del loro padrone per attenuare il loro dolore.

(Wikipedia)

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Un piccolo grillo di nome Sebastian

favola per un bimbo  prenatale  scritta dalla sua mamma
C’era una volta sulla luna un piccolo grillo di nome Sebastian. Viveva in un paesino all’interno di un cratere lunare. Qui non c’erano altri grilli come lui, ma solo maghetti, buffe personcine con sopracciglia folte e all’insù che passavano le giornate a imparare piccoli incantesimi utili per la vita di tutti i giorni.

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Il pianeta dei folletti

favola per un bimbo  prenatale  scritta dalla sua mamma
C’era una volta nella galassia della luce il pianeta dei folletti , lì ci vivevano con tutte le loro magie. Il pianeta era situato nella galassia più luminosa, da lontano si poteva riconoscerlo poiché lo circondava una luce bianchissima mentre il suo aspetto era di un azzurro intenso e il contrasto lo faceva brillare.

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L’agire degli stimoli sullo sviluppo della sensorialità fetale

Il bimbo prenatale è continuamente stimolato da suoni, rumori, voci e odori provenienti dalla cavità endouterina o dall’ambiente esterno. Il liquido amniotico e la placenta sono i primi trasmettitori e conduttori delle stimolazioni colte dal feto (Nathanielsz 1). Il bimbo endogestazionale è quindi dotato della capacità di ricevere stimoli e di entrare in contatto con il mondo; questi stimoli determinano la crescita neurofunzionale, cerebrale e motoria del feto. La respirazione veloce, che si ha quando la madre fuma, è considerata come uno sforzo da parte del feto per procurarsi sufficiente ossigeno. Questi fatti mostrano che la respirazione è uno dei primi comportamenti ad essere influenzati dallo stile di vita e dal grado di cultura della madre.

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  1. Un tempo per nascere. Le nuove conoscenze sulla vita prenatale, Bollati Boringhieri

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Gravidanza, feto e storia

Il lavoro ci propone uno scorcio circa il vissuto della gravidanza dal medioevo ai giorni nostri.

Marie Morel parte con la considerazione che la gravidanza è per la donna d’altri tempi un momento in cui si rispettano credenze e tradizioni, in cui la donna è sottomessa a divieti così come a consigli e ingiunzioni di famiglia e vicinato. Direi che anche oggi la gravida è immersa in un flusso di informazioni più o meno scientifiche e fondate circa il miglior modo di compiere il viaggio che la porterà a dare alla luce suo figlio.

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Bonding = Legame

Il primo momento in cui il pensiero ci prefigura un’immagine che ci vede esplicitare attivamente un ruolo genitoriale si perde probabilmente in giorni lontani, in istanti antichi di gioco in cui ci siamo presi cura di una bambola, di un orsetto ed abbiamo sofferto per lui, con lui; abbiamo rivelato i nostri segreti, ci siamo rappresentati in una relazione pseudo genitoriale; ci siamo innamorati del bimbo del banco accanto e l’abbiamo vestito da principe azzurro, dipingendoci domani a fianco a lui come “mamma papà”. Lì nasce il legame, lì scorre il primo istinto a procreare a cercare il passaggio da oggetto di cura a fornitore di cura; o quanto meno a oggetto disposto a scambiare cure e a ricevere godimento dall’atto di occuparsi di un altro.
Questo è sentire un legame, leggersi come disposti ad interagire, figurarsi in un interscambio.

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