Category Archives: comunicare

Accettazione vs Rassegnazione

articolo di Cristina Fiore

Spesso durante i corsi di formazione ci si sofferma sul tema dell’accettazione.

In ambito comunicativo “accettare” quanto ci proviene dall’altro, le sue scelte, le sue decisioni è un concetto che rischia di scivolare in un’interpretazione che potrebbe essere definita “rassegnazione”.

Proverò a cercare di fare luce su questo aspetto.

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La mia amica “cronica”

articolo di Cristina Fiore

Ho molto pensato a cosa voglia dire per me vivere con una patologia “cronica”. Ho pensato a quanto influisca sulla mia vita; ho pensato se davvero avesse senso parlarne e di cosa parlare.
Ho scelto che il suo nome non mi importa: può essere cefalea, endometriosi, diabete, epilessia, fibromialgia, lupus… Non importa. Non è una scaletta delle sofferenze quella che mi preme, non è una denuncia su una signora poco conosciuta che un giorno si impadronisce di te.
Di questi argomenti è stato scritto molto e molto bene.

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Latte, bulli e non giudizio

 articolo di Cristina Fiore

In questi giorni leggo molteplici interventi che inneggiano ad atteggiamenti “non giudicanti” o “salutisti” ed utilizzano forme comunicative che hanno promosso una mia riflessione.
Ci si chiederà quali legami tra bulli e latte… Il legame sta nello sguardo di chi, in qualità di operatore, si pone di fronte ad avvenimenti che scrivono pagine importanti della vita di una persona.
Chiunque operi nella relazione d’aiuto dovrebbe avere ben chiaro quale sia il suo obiettivo.
Obiettivo è lo scopo di un’azione, di un’iniziativa, è il risultato che ci si propone di ottenere, il fine cui si tende, il traguardo 1.

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  1. Sabatini Coletti, Dizionario della lingua italiana

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Ok, ti ascolto!

articolo di Cristina Fiore

Ascoltare è un lavoro!
Predisporsi ad ascoltare qualcuno è innanzitutto un atto di volontà.
Chi lavora nell’ambito delle relazioni d’aiuto spesso sente parlare in maniera quasi ridondante dell’ascolto attivo; non sempre si approda ad esso con dovute riflessioni.
Possiamo dire che normalmente quando una persona parla desidera essere innanzitutto ascoltata, o meglio quasi esclusivamente ascoltata. Nonostante questa premessa, vista la nostra condizione sociale di soluzionisti convinti, fatichiamo rimanere parte ricettiva e non invasiva in questa dinamica.

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